Maldini al @Corriere: "Per prima cosa ho chiesto: il ct chi lo...

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Massimo@MrCiambella
25 views Aug 09, 2026 ~7 min read
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Maldini al @Corriere: "Per prima cosa ho chiesto: il ct chi lo sceglie? Malagò mi ha risposto: l’allenatore lo decidete voi, e io lo avallo. Questo era l’accordo. Poi gli eventi hanno fatto sì che questa cosa cambiasse"
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Maldini: "La nostra idea era legata alla tecnica. Al gioco offensivo. A un cambiamento. In Italia siamo rimasti indietro su tante cose. Volevamo che la formazione dei ragazzi fosse basata non sull’esasperazione tattica ma sulla tecnica, l’uno contro uno, la mentalità offensiva"
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Maldini: "E volevamo un allenatore giovane, che avesse avuto una storia in Nazionale. I nomi erano tre. Oltre a Pirlo, Daniele De Rossi e Fabio Grosso. Tre campioni del mondo"
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Maldini: "Ma il presidente ci ha detto che in base agli accordi che l’hanno portato all’elezione, con l’appoggio di tutti i club tranne la Lazio, non potevamo toccare gli allenatori delle squadre di serie A. Quindi De Rossi e Grosso erano esclusi"
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Maldini: "A fine luglio le squadre sono già in ritiro, è difficile cambiare in corsa. Malagò ci ha detto: questo non si può fare. E noi siamo andati avanti con Pirlo"
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Maldini: "Una telefonata al migliore allenatore italiano di sempre, al mio fraterno amico Carlo Ancelotti, l’abbiamo fatta. Ci ha risposto che il Brasile gli ha ribadito la completa fiducia, ci ha salutati dicendoci in bocca al lupo. Una telefonata doverosa"
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Maldini: "Guardiola è l’allenatore che più incarna il gioco tecnico e offensivo. Attraverso qualche amico aveva manifestato l’idea di allenare una Nazionale. Siamo andati a trovarlo a Barcellona, abbiamo pranzato insieme, abbiamo parlato per un’intera giornata"
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Maldini: "Guardiola era molto tentato. È andato molto vicino ad accettare. Si era messo anche a scrivere formazioni sui fogli…"
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Maldini: "Ha rifiutato per stanchezza. Guardiola viene da 10 anni massacranti in Premier. Si è operato alla schiena. Vuole riposarsi. Ma è stata una discussione molto seria, abbiamo studiato le rose, dagli under 17 in su… Così siamo andati su Andrea (Pirlo). Malagò sapeva tutto"
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Maldini: "Pirlo non un vincente? Questa è una considerazione personale. Noi volevamo un allenatore giovane, che sposasse il progetto e avesse una carriera di alto livello. Tecnicamente quando parlo con Pirlo lo trovo preparatissimo"
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Maldini: "Pirlo accompagnato e sostenuto da un direttore tecnico e da un advisor, sarebbe stato l’allenatore ideale"
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Ancora Maldini su Pirlo: "Che curriculum avevano gli ultimi due allenatori che hanno vinto il Mondiale, Scaloni e de la Fuente? Se si vede tutto legato all’allenatore che sta in panchina, si guarda all’oggi, mai al domani. E noi veniamo da tre mancate qualificazioni"
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Maldini su Pirlo e la società di scommesse russa: "È stato un pretesto? Direi di sì. Di sicuro lo si è cavalcato in modo assolutamente esagerato. Pirlo era disposto a chiudere i rapporti. È una persona correttissima, non meritava questo clamore"
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Maldini su Pirlo: "Hanno tirato fuori il codice etico, il decreto dignità. Ma se ci fosse stata la reale volontà di farlo firmare come ct, non ci sarebbero stati ostacoli legali"
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Maldini: "Malagò ha telefonato a me e a Leo per dire: “Secondo me Pirlo non si può più prendere. Da oggi l’allenatore lo decido io. Da oggi cambiano le regole: io decido il ct e voi avallate”. Ma se ho una mansione, se ho una responsabilità, questo è un discorso inaccettabile"
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Maldini: "Ci siamo presi 24 ore e abbiamo presentato le nostre dimissioni. Non so se questo è essere intransigente e presuntuoso. Io sono abituato in un’altra maniera. Non c’erano più le condizioni di fiducia per svolgere un lavoro che è enorme, ma allo stesso tempo esaltante"
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Maldini: "Avevamo già cominciato. Siamo stati a Coverciano. È una macchina ferma. Ci sono tantissime persone che vorrebbero fare, ma non sanno cosa fare. Attendono un obiettivo, delle indicazioni. Incontrarle ci aveva dato un sacco di energie, in un ruolo che spaventa"
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Maldini: "Thiago Motta? No. I nomi erano quelli"
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Maldini su Mancini: "Si figuri se io non apprezzo Roberto Mancini. Ma avevamo un progetto diverso. Volevamo un ct nuovo, giovane. Mancini e Conte sono due grandi allenatori. E non è questione di amicizia"
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Maldini: "Io sono amico di Pirlo, è vero. Ma sono amico anche di Mancini e di Conte, certo con frequentazioni diverse. Ci conosciamo da decenni. Ma non scelgo le persone perché sono mie amiche. Scelgo le persone che al momento mi sembrano più valide per il progetto da sviluppare"
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Maldini: "Sarebbe stato un cambiamento radicale. Metodologie di lavoro completamente diverse, più offensive. Formazione di nuovi talenti. Sostegno a tutta la filiera delle Under. Sarei diventato presidente del Club Italia, che è fatto da diciannove squadre"
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Maldini: "Vogliamo renderci conto che il nostro calcio ha perso competitività, non soltanto nei confronti delle grandi, ma anche di nazioni che ci sono sempre state inferiori? Siamo consapevoli o no che dobbiamo rivedere tutto, dalle strutture alla cultura?"
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Maldini: "Berlusconi è stato un modello di gestione. Ha vinto tutto spendendo meno di altri club che hanno gettato miliardi prima di vincere… Penso a squadre straniere, dal Chelsea al Psg. Il Milan di Berlusconi andrebbe studiato"
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Maldini: "Berlusconi ha insegnato che la struttura dell’azienda è fondamentale, che è importante il rispetto del ruolo: chi doveva decidere decideva, e poi veniva giudicato. La base di qualsiasi contratto è prendersi le proprie responsabilità. Se sbaglio, sbaglio con le mie idee"
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Maldini: "Berlusconi non cambiò soltanto la gestione ma anche la cultura. Ogni giorno a Milanello arrivava qualcuno a insegnarci qualcosa. Eravamo sfiniti dagli allenamenti di Sacchi, e veniva uno a insegnarci l’inglese, un altro l’alimentazione, un altro la storia dello sport"
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Maldini: "All’inizio eravamo perplessi. Poi abbiamo capito che era importante. Oggi non puoi competere a livello internazionale se non cresci sotto ogni aspetto"
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Maldini sulla Lega di Serie A e su Conte: "Io ho parlato con Marotta, con Percassi, con altri presidenti e dirigenti, e nessuno mi ha fatto un nome"
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Maldini: "La Lega è stata corretta. Ma un pochino mi conoscono. Se devo venire qua e due nomi sono già scelti, uno da Malagò e uno dalla Lega, che senso ha chiamarmi? Tante volte mi è stata assicurata l’autonomia. Se prevedi un progetto condiviso, poi devi condividerlo"
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Maldini: "Tecnicamente siamo un Paese che non crea più giocatori di talento. Qualcosa non funziona a livello sistemico. I miei figli l’hanno visto nelle giovanili: si parla solo di tattica; se un ragazzo ha talento, è un problema. Ma questo va contro le regole del calcio moderno"
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Maldini: "E poi abbiamo stadi fatiscenti, centri sportivi inadeguati. Volevamo coinvolgere tutti per cambiare norme e regolamenti nel minor tempo possibile"
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Maldini: "Volevamo un patto per le Nazionali. Regole che spingessero i calciatori italiani a giocare nelle squadre di A, B e C. Investimenti obbligatori nel settore giovanile. Non sappiamo più difendere e non sappiamo più attaccare; siamo lenti; e gli arbitri fischiano troppo"
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Maldini sul minimo di italiani in campo: "Le norme europee di libera circolazione non lo consentono, ma una soluzione l’avremmo trovata. E poi bisogna formare in modo più moderno gli allenatori"
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Maldini: "Oggi un allenatore che segue i ragazzini tra i 10 e i 14 anni prende mille euro al mese, deve avere un secondo lavoro. Bisogna aiutarli, perché quella è l’età decisiva"
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Maldini su Ranieri: "La sua storia parla per lui. Non posso giudicare. È un plus, qualcosa di eccezionale. Dico solo che il lavoro è enorme. Non so cosa gli sia stato chiesto. Temo che sarà data molta importanza alla Nazionale, e molta meno alla rifondazione del calcio italiano"
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Maldini: "Ho un cruccio che mi porterò dentro. Avevo assunto un impegno gravoso che nei giorni era diventato quasi un sogno: fare qualcosa per le prossime generazioni, per costruire un’Italia competitiva. Un sogno interrotto ma bellissimo"
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Maldini: "Guardiola ci ha parlato a lungo dell’impatto che Cruijff ebbe sul calcio spagnolo. Per due anni fu combattuto da tutti. Ma se oggi la Spagna crea talenti, è grazie alle indicazioni di Cruijff. Non vogliamo paragonarci a lui. Ma la strada era quella"
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