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🧵 Ieri ho sottotitolato in inglese il video dell'intervento di @CarloCalenda a @PiazzapulitaLa7. E mi sono accorto di una cosa: in Occidente c'è un'enorme sete di contrasto alla propaganda russa. Enorme. Una riflessione. Spero che qualche politico legga il thread. 1/➡️ <a target="_blank" href="https://twitter.com/Ander_Bruckes/status/1981710482257100805" color="blue">x.com/Ander_Bruckes/…</a>

Innanzitutto il video ha avuto, in maniera in parte inaspettata, una grandissima diffusione. A giudicare dal feedback ricevuto, i concetti ricorrenti sono stati "finalmente", "è una boccata d'aria fresca", "vorrei vedere più spesso cose del genere nei media occidentali". 2/➡️

È chiaro che queste parole esprimono una mancanza. Ma allora cos'è che manca e che molte persone hanno ritrovato nell'intervento di @CarloCalenda? 3/➡️

@CarloCalenda Credo che rispondere a questa domanda possa essere utile per tracciare una strada che sia non solo giusto, ma anche politicamente redditizio percorrere. E non escludo possa essere una delle chiavi per andare a scalfire un po' il muro dell'astensionismo. 4/➡️

@CarloCalenda La mia interpretazione è questa: 1) Calenda da Formigli si è tolto i guanti bianchi. Ho la netta percezione che molte persone siano davvero stufe del risalto che viene continuamente dato alle menzogne, alla propaganda ed ai loro alfieri. 5/➡️

@CarloCalenda Perché iniziano a rendersi conto, sempre di più, sia dei danni che ciò sta arrecando alle nostre società, sia del fatto che arrecare questi danni è precisamente l'obiettivo di attori a noi ostili. Dove per "noi" intendo l'Occidente democratico. 6/➡️

@CarloCalenda Sì, è un "noi contro loro". E piaccia o non piaccia, questa cosa in politica funziona sempre. La buona notizia è che in questo caso "loro" non è un capro espiatorio o un nemico immaginario, ma una serie di personaggi, se vogliamo un intero ecosistema mediatico, 7/➡️

@CarloCalenda rispetto al quale è bene tracciare una linea di demarcazione molto netta. Perché questi personaggi agiscono violando scientemente il perimetro delle libertà democratiche, in primis la libertà di parola, ignorando il concetto di responsabilità rispetto ad esse. 8/➡️

@CarloCalenda La guerra ibrida è pericolosa proprio perché va a sfilacciare i limiti della democrazia, rendendoli più sfumati ed indebolendo, in questo modo, la democrazia stessa. 9/➡️

@CarloCalenda Consentire che questo accada così diffusamente e senza alcuna assunzione di responsabilità, in nome di un'ingenua e fuorviante interpretazione del concetto di "libertà d'espressione", è uno degli equivoci che possono diventare la tomba della democrazia. Anche basta. 10/➡️

@CarloCalenda Questo "anche basta" giovedì ha trovato voce in quei "sì, secondo me stai mentendo", "stai facendo propaganda putiniana", "non è vero che su Maidan ci possono essere tante interpretazioni diverse (e, sottinteso, ugualmente degne)". 11/➡️

@CarloCalenda E questo "anche basta" ha trovato voce non in modo aggressivo (ogni tanto serve anche quello) e spiacevole, ma in modo fermo, diretto e, soprattutto, appassionato. Vedere un politico che crede nelle proprie battaglie è qualcosa che generalmente viene molto apprezzato. 12/➡️

@CarloCalenda 2) I fatti e la logica sopra la retorica ed il complottismo. Sui temi della presunta mancanza di diplomazia europea e sulla genesi di Maidan, la retorica di Sachs è svanita nel nulla, ed il suo complottismo è apparso stantio e ridicolo. 13/➡️

@CarloCalenda Da questo punto di vista, è fondamentale conoscere minuziosamente i fatti. I propagandisti ed i falsari sono generalmente molto preparati, perché una bugia devi strutturarla bene per poterla tenere in piedi. 14/➡️

@CarloCalenda Dall'altra parte, invece, si tende a pensare che la realtà si regga in piedi da sola. Ed è così, in teoria, a meno che tu non abbia di fronte qualcuno che vuole cercare di demolirla e di piegarla alle proprie bugie (perché vi è venuto in mente proprio Travaglio?). 15/➡️

@CarloCalenda Serve quindi un'impalcatura di conoscenze molto robusta, in grado di reggere agli urti della retorica e della mistificazione. Avere chiari i fatti, inoltre, aiuta la comunicazione. Quindi sì, bisogna studiare. Specie nell'era dell'information warfare. 16/➡️

@CarloCalenda Da questo punto di vista, Calenda in puntata ha mostrato molta naturalezza, perché alcuni dei fatti di cui parlava li ha vissuti in prima persona quando era Ministro. Su Minsk poteva fare meglio, ma nel complesso è risultato efficace. 17/➡️

@CarloCalenda È importante inoltre analizzare i talking points ricorrenti nei discorsi dei propagandisti, per capire sia da cosa difendersi, sia i punti deboli del loro castello di menzogne. Serve infine conoscere strategie e tecniche di propaganda, per poterle contrastare al meglio. 18/➡️

@CarloCalenda Una delle tecniche più usate è il benaltrismo: i propagandisti tendenzialmente cercano sempre di fuggire nel proprio campo. Calenda su questo ci è un po' cascato, ha assecondato le derive benaltriste di Sachs, ma si è ripreso molto bene in seguito. 19/➡️

@CarloCalenda Nel complesso, è sembrato che Calenda sapesse di cosa stava parlando. Ed è riuscito a dare delle informazioni inquadrandole in una cornice logica. Sachs è invece sembrato il solito mistificatore complottista. Almeno, agli occhi di chi ha l'intelligenza di comprenderlo. 20/➡️