“Apprendo con sorpresa e amarezza di una polemica che mi riguarda, a proposito di una mia frase pronunciata a diMartedi. Chiunque la riascoltasse, può rendersi conto che, parlando dell’azione del governo rispetto alle emergenze del Paese, sono partito da un accostamento…”
“L’accostamento fatto da Luca e Paolo tra “longevità” e “immobilità”. Il mio ragionamento sulla vecchiaia, e sulla qualità della vita di chi attraversa quella stagione, non presupponeva alcun giudizio di disvalore nei confronti delle persone, in qualunque condizione si trovino”.
“Per capirlo, basta risentire le mie parole, senza l’autotune del pregiudizio politico e ideologico, che invece usano gli agit-prop del governo, col supporto dei soliti gazzettieri di complemento. E’ penoso che la mia riflessione venga trasformata in un insulto ai disabili…”
“O addirittura in un inno all’eugenetica. Una manipolazione così vergognosa qualifica solo chi ha voluto distorcere in quel modo le mie affermazioni. Se in ogni caso qualcuno si è sentito offeso, me ne scuso. Ma vorrei che fosse chiara la strumentalità di certe accuse…”
“Conosco la vera disabilità, anche per ragioni familiari. E il peso che ne porto, sul cuore e sulla coscienza, non mi consentirebbe mai di mancare di rispetto a chi la vive ogni giorno, con dolore e con amore”.
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